MARIA PIA PIZZOLANTE – Curiosa, radicale, coraggiosa, solidale. Questa è la sinistra che costruiremo

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Ci sono giorni, momenti, periodi in cui tutto sembra asfissiante, chiuso, rituale, senza uscita e ci si sente come in una ruota del criceto in gabbia, in corsa per star fermi. Questo succede nella vita, probabilmente con più assiduità a quelli della mia generazione, quelli della precarietà esistenziale, delle certezze mia, dei lavoretti, dei ricatti, dei “superiori” che ti usano ma riconoscerti qualcosa mai. Questo succede anche in politica e nella parte che abito e frequento, la sinistra. Si cambiano nomi, simboli, candidati, si cambiano le coalizioni e le alleanze, ma in fondo pratiche e obiettivi, quelli no, non sembrano cambiare.
Mentre il nostro bel paese dimostra tutta la sua fragilità fisica tra il terremoto e le alluvioni, mentre c’è chi erige muri dentro l’Europa fortezza, mentre ancora nel 2016 uomini bianchi e occidentali violentano e ammazzano le loro compagne, mentre il governo sembra più impegnato a capire come vincere un referendum, di cui ormai in pochi tra i cittadini e le cittadine ricordano il senso, noi dove siamo?
Purtroppo di questa immagine della politica tutta tesa a difendere pezzi di micropotere, perché i poteri veri sono sempre più su e sempre più fuori dalla politica stessa, siamo tutti complici. Anche la sinistra sinistra, anche chi si dice radicale perché “mai col PD” e poi propone le stesse ricette fallite da vent’anni, anche chi continua con il mantra del centrosinistra, come se esistesse ancora o dipendesse da chi lo nomina, anche chi né destra, né sinistra e poi sui fondamentali finisce a far compagnia a omofobi, misogeni e manettari senza scrupoli.
Ma non è tutto perduto. Ce lo raccontano le straordinarie corse alla solidarietà dopo i tragici eventi di questa estate, lo scontro dei treni tra Andria e Bari, il terremoto atra Lazio e Marche, ce lo raccontano le tante storie di volontari, mediatori culturali, uomini della Marina che lavorano incessantemente e spesso in condizioni precarie al salvataggio e al l’accoglienza dei migranti, ce lo raccontano le mamme che per sopperire alle carenze di un welfare sempre più avaro si autorganizzano per tenere i bambini, farsi la spesa, ritirare le analisi dei nonni, ce lo raccontano i tanti ragazzi e ragazze che si inventano imprese di riciclo, che lavorano sull’efficientamento energetico, che mettono in campo quel l’economia circolare così distante dai programmi governativi fatti di grandi opere e sfruttamento selvaggio del territorio, ce lo raccontano quelli che tengono aperti spazi sociali, promuovono festival indipendenti, organizzano spazi liberi e curiosi, dove si produce pensiero critico. Quel pensiero critico che sembra far tanta paura alle classi dirigenti di questo paese, a quelle delle imprese, mai disponibili a innovare, quelle dell’informazione sempre attenta a non disturbare il potere di turno, quelle della politica che si trincera nelle sue certezze.
Per questo il 24 settembre ci troveremo in Piazza Santa Maria Liberatrice a Roma per Porte Aperte, per lanciare la sfida di un’altra politica, attenta al mondo e alle sue evoluzioni e involuzioni, capace di coinvolgere le vite sommerse non come vittime incoscienti ma come protagoniste fondamentali del riscatto possibile, aperta alle differenze e alla loro ricchezza, curiosa, radicale, coraggiosa, solidale. Una sinistra ma soprattutto una nuova storia.